Dal Cartamodello all’Avatar: Come il Digital Fashion riduce gli sprechi
L’immagine del designer curvo sul tavolo da taglio, circondato da cumuli di tela di prova, sta lasciando spazio a postazioni multi-monitor dove la moda prende vita in tre dimensioni. Il Digital Fashion non è più solo una nicchia per i videogiochi o il metaverso, ma un pilastro operativo per le aziende manifatturiere.
La rivoluzione della prototipazione Fino a pochi anni fa, per deliberare un capo servivano dai tre ai cinque prototipi fisici. Ognuno di questi richiedeva spedizioni di tessuti, tagli, cuciture e fitting su manichino, generando uno spreco enorme di materiali e tempo. Oggi, grazie a software come CLO3D o Marvelous Designer, il processo è stato digitalizzato.
Il modello 3D simula con precisione millimetrica il drappeggio, il peso e la tensione di qualsiasi tessuto reale (dalla seta al denim rigido). Questo permette all’ufficio stile di apportare modifiche in tempo reale, abbattendo gli sprechi di tessuto fino all’80% nella fase di campionario.
Domande Frequenti
Il Digital Fashion sostituirà i sarti modellisti?
No, al contrario li evolve. Il software richiede una profonda conoscenza della modellistica tradizionale per funzionare correttamente. Le regole della sartoria vengono semplicemente applicate in un ambiente virtuale.